Il tempo a disposizione per organizzarci c’è stato, sebbene l’emergenza fosse tutti i fronti e tutti chiedessero attenzioni (se non vero e propri aiuto). Mettiamoci anche che la situazione della nostra scuola pubblica è tutt’altro che florida, non lo scopriamo certo ora.

Ecco allora che, ora che il rientro a scuola per l’anno 2020-2021 è iniziato, non sorprende che tanti dei numerosissimi nodi vengano subito al pettine.

Ieri, un bambino di 8 anni trovato positivo al covid in una scuola di Livorno ha imposto la quarantena per i suoi compagni di classe e per le maestre. Oggi arriva invece la notizia che a Roma, per mancanza di spazio nelle aule di alcuni istituti, ben 68 classi di studenti verranno ospitate dalle parrocchie, per un totale di 1311 alunni.

Così, d’intesa con il Vicariato che ha messo a disposizione 13 parrocchie e 2 Istituti Religiosi, il Comune di Roma è riuscito a reperire quegli spazi idonei a garantire lo svolgimento delle lezioni agli studenti. Una buona notizia che rischia però solo di gettare un velo di ottimismo sulla situazione critica della scuola statale, che senza fondi, impegno e azioni concrete non potrà che aggravarsi nei prossimi mesi.